u t i l e f u t i l e m a g a z i n e

n e w s e c u r i o s i t à . Un blog 'cool hunter' di tutto ciò che può sorprendere. Presuntuoso, selettivo, onnivoro, indiscreto, irriverente, leggero e libero. Condividi

 

utilefutile magazine trasloca e cambia nome

utilefutile magazine trasloca e cambia nome e veste. Ma i contenuti restano gli stessi. E' stato difficile lasciare un blog che, comunque, ha registrato quasi 3milioni e 700mila visitatori unici. Ma l'esigenza di adeguarsi ai tempi è stata più forte de resto. Il nuovo blog che è già attivissimo e seguito, si chiama francescamariabersani blog e l'indirizzo è http://francescamariabersani.wordpress.com.

 

Grazie a tutti quelli che hanno seguito e che seguono ancora utilefutile magazine e ci vediamo su wordpress!

Francesca Maria Bersani

E' nato un nuovo blog Me myself & I, da vedere

E' nato un nuovo blog che merita di essere visitato. Si chiama Me,myself & I e l'autore è un giovanissimo quanto talentuoso ragazzo. Ci saranno racconti, disegni, vignette e molto altro ancora. Andatelo a vedere!!!

Britney Spears diventa la Twitter Queen e pensa a una second life

Britney Spears regina di Twitter. La popstar, dal vissuto travagliato, infatti, ha superato per numero di seguaci l'attore Ashton Kutcher. Arrivata infatti a 4.955.768 follower, che sono coloro che seguono i suoi aggiornamenti sul social network, ha detto di volerli ringraziare "uno per uno". Tanti, troppi a cui stringere la mano. Ma Britney ha tempo, visto che si dice che voglia farsi ibernare dopo la morte e che si sia interessata alle tecniche di crioconservazione che potrebbero consentire
una "nuova vita". E' così entusiasta del progetto che vorrebbe anche investire nelle aziende che si occupano di conservare i corpi a bassissima temperatura. Chissà quanti suoi follower la seguiranno in questa second life.

Elvis Costello boicotterebbe Israele

Elvis Costello non è degno si esibirsi in Israele. Polemica dopo la decisione del musicista di annullare due suoi concerti nell'anfiteatro di Cesarea come forma di protesta contro "l'umiliazione e le intimidazioni" che lo stato ebraico riserva ai palestinesi. "Ci sono occasioni in cui avere semplicemente il proprio nome inserito in un programma di concerti può essere interpretato come un atto politico che
risuona più di tutto quello che può essere cantato e si può presumere che non si abbia memoria della sofferenza degli innocenti
", ha scritto l'artista nella sua pagina web e alla fine dell'articolo. Pronta la risposta del ministro israeliano della cultura Livnat, secondo cui, chi "boicotta" i suoi fan "non è degno di esibirsi qui".

Ci scusiamo per i refusi che non dipendono da noi.

"It is after considerable contemplation that I have lately arrived at the decision that I must withdraw from the two performances scheduled in Israel on the 30th of June and the 1st of July.

One lives in hope that music is more than mere noise, filling up idle time, whether intending to elate or lament.

Then there are occasions when merely having your name added to a concert schedule may be interpreted as a political act that resonates more than anything that might be sung and it may be assumed that one has no mind for the suffering of the innocent.



I must believe that the audience for the coming concerts would have contained many people who question the policies of their government on settlement and deplore conditions that visit intimidation, humiliation or much worse on Palestinian civilians in the name of national security.

I am also keenly aware of the sensitivity of these themes in the wake of so many despicable acts of violence perpetrated in the name of liberation.

Some will regard all of this an unknowable without personal experience but if these subjects are actually too grave and complex to be addressed in a concert, then it is also quite impossible to simply look the other way.

I offer my sincere apologies for any disappointment to the advance ticket holders as well as to the organizers.

My thanks also go to the members of the Israeli media with whom I had most rewarding and illuminating conversations. They may regard these exchanges as a waste of their time but they were of great value and help to me in gaining an appreciation of the cultural scene.

I hope it is possible to understand that I am not taking this decision lightly or so I may stand beneath any banner, nor is it one in which I imagine myself to possess any unique or eternal truth.

It is a matter of instinct and conscience.

It has been necessary to dial out the falsehoods of propaganda, the double game and hysterical language of politics, the vanity and self-righteousness of public communiqués from cranks in order to eventually sift through my own conflicted thoughts.

I have come to the following conclusions.

One must at least consider any rational argument that comes before the appeal of more desperate means.

Sometimes a silence in music is better than adding to the static and so an end to it.

I cannot imagine receiving another invitation to perform in Israel, which is a matter of regret but I can imagine a better time when I would not be writing this.

With the hope for peace and understanding
". Elvis Costello

 

Justin Bieber primo bianco candidato ai Black Entertainment Television Awards

"Justin Bieber ha oltrepassato le barriere del colore della pelle nello stesso modo in cui
l'hip-hop ha attraversato i confini nell'altro senso, per tanti anni".
Così Stephen Hill, presidente del canale tv americano Bet, ha commentato la notizia che vede candidato il giovane idolo canadese ai Black Entertainment Television Awards. Questi premi sono nati, infatti, nel 2001 per celebrare gli afroamericani ed le altre minoranze nel campo della musica, della recitazione, dello sport, e di altri settori dello spettacolo. L'edizione dello scorso anno è stata un tributo a Michael Jackson. E Justin Bieber quest'anno è candidato come rivelazione dell'anno, a fianco di nomi come Jay-Z, favorito con cinque nomination e la moglie Beyoncé con quattro. Per non parlare di altri candidati come Alicia Keys, Usher, Trey Songz, Melanie Fiona e Young Money.
E' curioso come il viso sbarbato di un adolescente bianco dall'aria tra l'innovente e l'insipido, anche se idolatrato da milioni di giovani fan, sia riuscito a fare breccia dove altri mostri sacri, collaudati e bianchi, hanno fallito. I BET Awards saranno assegnati a Los Angeles il 27 giugno

Gary Barlow gran cerimoniere per la regina Elisabetta

Gary Barlow gran cerimoniere per la festa degli 85 anni di Elisabetta II d'Inghilterra e per le celebrazioni dei 60 anni di regno della Regina. Il cantante dei Take That, secondo il Sun, avrebbe infatti già avuto contatti con lo staff reale per preparare i due eventi. Il compleanno da organizzare cade i 21 aprile  2011, mentre il "Diamond Jubilee" verrà festeggiato il 6 febbraio del 2012 e coinciderà con le Olimpiadi di Londra. Un affare, se le trattative andranno in porto, con i fiocchi per Barlow. Il mega- appalto, come si direbbe da noi, l'artista se l'è aggiudicato grazie al successo riscosso dopo aver curato diversi eventi per Children In Need alla Royal Albert Hall.

http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-15454.htm

Iggy Pop eletto il volto più brutto

Iggy Pop ha il volto più brutto del mondo dello spettacolo e del jet set. Ad emettere la sentenza è stato un sondaggio condotto in Gran Bretagna da The Good Surgeon Guide, un sito di consulenza sui trattamenti estetici e di bellezza. La medaglia di bronzo è andata a Donatella Versace o a quel che resta di lei. Nella lista della top ten si leggono anche i nomi di Cher, Mickey Rourke e Melanie Griffith. Tutti artisti che della plastica hanno fatto un vangelo, tanto da cambiare sembianze e sfigurarsi i connotati. Il povero Iggy Pop, 63 anni, che nella vita ne ha fatte di cotte e di crude, al bisturi non ha pensato. Lui che da bambino era uno studente modello, una volta cresciuto ha preferito l'etichetta del monello e non si è fatto mancare nulla. Droga, alcol, performance shoccanti sui palchi di tutto il mondo. I solchi del suo volto sono quelli che mamma gli fece. E i suoi fan Iggy resta un'icona, comunque. Anche di bellezza.

http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/articolo-15454.htm

Due ore con Totti tra le amenità del mio quartiere

Quindici giorni. E' il tempo che impiegano i miei capelli a crescere quel tanto da mostrare l'odiosa ricrescita. "Che bello che crescono così veloci!", disse una volta un'incauta amica. No. Non è bello perchè sono costretta a passare tre ore del mio preziosissimo tempo dal mio parruchierino ogni due settimane. Qualche volte arrivo fino a venti giorni, se evito di guardarmi troppo allo specchio. Colui che si prende cura della mia chioma è stato scelto e selezionato con cura e fatica. Eh, sì. Perché quando 17 anni fa mi trasferii nel quartiere dove vivo, che riesce a mescolare con rara grazia il brutto della periferia e del paesotto, fui presa dallo sconforto. Un mercato trasandato, quattro alimentari brutti sporchi e cari, due ferramenta, quattro bar dove gli avventori parlano a voce alta e danno a tutti del tu e nove parrucchieri. Nove. Non posso tralasciare la pasticceria che è considerata molto elegante semplicemente anche perchè rispetta alcune di quelle elementari norme igieniche tanto bistrattate dalla concorrenza. La proprietaria e le commesse se la tirano e ti guardano dall'alto al basso, ma almeno ti danno del lei. Salvo poi, con sapiente parlantina congedarti omettendo  lo scontrino due volte su tre.  Abbiamo fatto festa quando cinque anni fa aprì una libreria per ragazzi. Il minore allampanato, che se divorasse la quantità dei libri che legge, non sarebbe quel filino sottopeso, era eccitatissimo. Il gestore, cortese e simpatico lo avrebbe voluto come assistente. Ma con l'avvento della crisi quel piccolo spazio dove si respirava cultura ha dovuto chiudere i battenti. Lutto in casa, inutile dirlo. Ma il bazar cinese aperto anche la domenica resiste. Così come la rosticceria araba dove andiamo volentieri, quando la voglia di cucinare scarseggia, per comprare lasagne, kebab e insalata mista. Anche la merceria, che aveva bottoni vintage e altre amenità rare ha chiuso. E con lei se ne è andata la signorina ultrasettantenne minuta-minuta che con pazienza cercava di esaudire le voglie bislacche della sottoscritta, arrampicandosi su una scala scorrevole alta almeno due metri. Pochi giorni fa ci ha lasciato anche il bar sotto casa. In realtà non ho mai visto nessuno berci un caffè. La signora che lo gestiva ha sfiorato gli 80. E tutte le mattine, tranne il week end, arrivava alle nove con la sua panda bianca, alzava la saracinesca del suo grande locale, fornito di merce la cui data di scadenza era meglio non conoscere. E quando non era sulla soglia pronta a salutarti, riceveva alcune nullafacenti del quartiere per fare due chiacchiere. Qualche mese fa aveva deciso di cominciare a vendere sigarette. Ed è così che avevo scoperto che questa donna, sola, nonostante nutrita prole vivente,  abitava in un bel quartiere della capitale. Ma amava venire qui, nel suo negozio part-time che chiudeva alle 13.00 in punto, pur di non restare sola. Ora sono due settimane che la sua saracinesca rimane chiusa e il suo vicino, l'alimentari che vende prodotti biologici cari come l'oro ma che, quando deve afferrare il tuo pane e la tua pizza, indossa i guanti di plastica, mi ha detto con il suo accento romagnolo che l'arzilla vicina non verrà più, purtroppo. Intanto i tre pettegoli che gestiscono un negozietto di pasta fatta in casa insipida come loro, si godono gli sprazzi di sole che questo maggio romano regala visto che i clienti latitano. Sempre e nessuno sa come facciano a sopravvivere. Anche il mio parrucchierino resiste, per fortuna. Ma lui ha un viavai di fanciulle affezionate che vantano settata primavere. E' l'unico che non mi ha mai tradito e che rispetta il mio colore con i colpi di sole annessi, lievi tanto che sembrano naturali. Non ha mai cercato di farmi bionda come una scopa di saggina, o rossa come pel di carota. Non ha le tariffe di un cinese, ma ci manca poco. Cosa posso volere di più? Ormai conosco tutto della famiglia del parrucchierino, ma continuiamo a darci del lei. E a me va bene così, anche quando mi fa infilare il camice che un tempo era bianco. Ora ha messo anche la macchinetta per il caffè e un computer! La radio è sempre accesa e quando sono fortunata è sintonizzata su una stazione radio musicale. Ma il più delle volte il mio parrucchierino che, ho omesso di dire è romanista sfegatato come la moglie e i figli ormai ventenni, ascolta una radio che parla solo di calcio e della sua squadra del cuore. E per quanto ieri cercassi di immergermi nelle letture di gossip freschi di stampa, merce rara chez lui, nell'aria risuanavano le voci degli ascoltatori e del conduttore arrabbiati per la "campagna denigratoria" nei confronti del "povero Francesco Totti". "Mò ce s'è messo pure Napolitano a fa' le prediche", tuonava la radio. "Cianno rubato la partita co' la Lazio e lo scudetto de du' anni fa! Ma che vojono?".

E giù con commenti su Balotelli, Mourinho ... e compagnia bella. Ho resistito in silenzio con la mia tinta in testa, leggendo che la Toffanin, forse, verrà impalmata dal suo Piersilvio il giorno del battesimo del loro primogenito che ancora deve nascere. E che lei aspetta fiduciosa, pulendosi, sì pulendosi le unghie sullo yaght di famiglia. Ho saputo anche la Gregoraci vive su un natante del suo Briatore attraccato a Montecarlo da quando è diventata mamma. E che è perfino riuscita ad uscire sola con il suo uomo per una cenetta sulla terra ferma, lasciando il piccolo tra "le amorevoli braccia delle tate". Il phon si è spento. Mi guardo allo specchio e mi accorgo che, come sempre, sono tornata presentabile. Vorrei intrattenermi per finire di leggere quella rivista che tanto mi ha dato, ma il frastuono della radio torna prepotente. Pago e scappo felice. Tanto se ne riparla tra quindici giorni. Giusto, ma il campionato sarà finito? Non lo so. Una cosa è certa: quest'estate ci sono i mondiali. Di calcio.

Francesca Maria Bersani

Ci scusiamo anticipatamente dei refusi che dipendono dal "cervello" si Leonardo. Non certo da noi.

I Gotta Feeling tormentone online N.1, Phil Collins amareggiato, Eminem contro la violenza

Mentre "I Gotta Feeling"dei Black Eyed Peas diventa la canzone digilale più venduta di sempre, Phil Collins si dice stanco della critica. "Ho fatto musica per tutta la vita e l'hanno sempre criticata.
Perché  mai dovrei continuare?"
spiega l'artista che a settembre uscirà con un nuovo album, "Going Back", dedicato ai classici del soul. "
I soldi non mi servono. Per il futuro, penso che scriverò le mie canzoni in cantina e non le suonerò mai a nessuno". Quello che Collins non dice è che le conseguenze di uno schiacciamento delle vertebre gli hanno tolto la forza nelle mani impedendogli di suonare piano e batteria. Eminem, dal canto suo, ha diffuso online un brano dedicato al campione di football americano Ben Roethlisberger, accusato di molestie sessuali. Il pezzo, che si intitola "Despicable", spregevole, si riferisce all'aggressione perpetrata dal giocatore nei bagni delle donne in un locale della Georgia, per la quale Roethlisberger non è stato incriminato ma semplicemente sospeso per sei giornata dalla NFL.